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9 febbraio 2026

Epidemiologia e Patogenesi

La calcolosi urinaria, nota anche come litiasi renale o urolitiasi, è una patologia diffusa: colpisce circa il 10% della popolazione maschile e 5% di quella femminile nei paesi industrializzati. L’incidenza annuale è stimata intorno a 0,1–0,2%, con circa 10.000–12.000 nuovi casi per milione di abitanti. Il picco di incidenza si colloca tra la terza e la quinta decade di vita. Il rapporto uomini-donne è di circa 2–3:1, sebbene il divario stia diminuendo negli ultimi anni.

I calcoli urinari originano da alterazioni metaboliche, disturbi del pH, squilibri elettrolitici e fattori ambientali o genetici. I tipi più frequenti includono:

  • Calcio ossalato e fosfato (75%)
  • Acido urico (~18%)
  • Struvite (~2–3%) associate a infezioni urinarie
  • Cistinici (0,5%)

La recidiva è frequente: tra il 50% a 5 anni e fino all’80–90% dopo 10 anni. Tra i fattori di rischio figurano familiarità, dieta ipersalina o iperproteica, sedentarietà, obesità, metabolismo alterato (ipercalciuria, iperossaluria, iperuricuria), climi caldi e territori con acque molto dure.

Quadro Clinico e Diagnosi

La sintomatologia più comune è la colica renale, caratterizzata da:

  • Dolore acuto al fianco inferiore o lombare, irradiato all’inguine
  • Intensità tipica a poussée, con nausea, vomito, disuria, ematuria
  • In presenza di febbre si sospetta complicazione infettiva

In circa il 20–30% dei casi la litiasi è asintomatica e scoperta incidentalmente tramite ecografia addominale o TC. La valutazione diagnostica prevede:

  • Ecografia addomino-pelvica, utile come primo approccio non invasivo
  • TC senza contrasto, gold standard per localizzazione e dimensione del calcolo
  • Esami ematochimici e urinari, compresa raccolta delle urine delle 24 h per la valutazione metabolica
  • RX addome diretto o urografia, se indicati

Trattamento Medico e Conservativo

Per calcoli ureterali ≤ 5–10 mm senza segni d’infezione o insufficienza renale:

  • Idratazione elevata e attività fisica per favorire l’espulsione spontanea
  • Terapia medica espulsiva (MET) con alfa-bloccanti (es. tamsulosina), particolarmente efficaci per calcoli distali ≥ 5 mm
  • Gestione del dolore con FANS ed eventuale posizionamento di stent o nefrostomia nelle ostruzioni dolorose non risolvibili o in caso di insorgenza di un’infezione delle vie urinarie (IVU)

Trattamento Chirurgico

Litotrissia Extracorporea (ESWL)

Procedura ambulatoriale che frammenta il calcolo con onde d’urto esterne. Adatta per calcoli renali e ureterali non troppo grandi. Talvolta richiede più sedute e ha successo propedeutico nell’80% circa dei casi selezionati.

Ureterorenoscopia Retrograda (ULT e RIRS)

Tecnica gold standard nelle linee guida EAU, impiegata per calcoli urinari nell’uretere e nel rene. Si utilizza un endoscopio flessibile con fibra laser al Holmio. Consente un’elevata percentuale di “stone-free” anche in casi complessi grazie alla miniaturizzazione e visione digitale degli strumenti.

Nefrolitotomia Percutanea (PNL)

Indicata per calcoli di dimensioni > 2 cm o complessi. Si accede direttamente al rene per via cutanea, introducendo strumenti operativi per frammentare e aspirare i calcoli. Nella versione mini-PNL si riduce l’invasività utilizzando tratti di 3–5 mm di diametro, garantendo ottimi risultati con minor rischio di sanguinamento.

Follow-up e Prevenzione delle Recidive

La recidiva è comune: fino al 50–60% a 5 anni, fino all’80–90% a 10 anni. La prevenzione si basa su:

  • Valutazione metabolica: anamnesi, 2 raccolte di urine delle 24 h, analisi sangue/urine. Fondamentale per identificare cause (ipercalciuria, iperossaluria, iperuricuria, ipocitraturia) e impostare terapia mirata.
  • Modifiche dietetiche:
    • Bere 2,5–3,0 litri/die (diuresi ≥ 2,0 litri/die)
    • Dieta ricca di frutta, verdura e fibre
    • Assunzione moderata di calcio (1–1,2 g/die)
    • Limitare sodio (4–5 g/die), proteine animali (≤ 0,8–1,0 g/kg/die), bevande gassate/zuccherate e alcolici
    • Assumere alimenti ricchi di citrato (agrumi, kiwi), potassio e magnesio
  • Controlli periodici clinico-strumentali: ecografia, TC se indicata, e rivalutazione metabolica almeno ogni 1–2 anni nei pazienti ad alto rischio.

Prognosi e Ruolo dell’Urologo

La gestione specialistica dell’urologo è cruciale in tutte le fasi:

  • Diagnosi precoce e accurata stadiazione del calcolo
  • Scelta del trattamento più appropriato (conservativo vs chirurgico)
  • Monitoraggio metabolico personalizzato per ridurre recidive
  • Educazione del paziente su stili di vita e prevenzione

Con un approccio multidisciplinare, è possibile ottenere remissioni cliniche solide, ridurre la morbilità, prevenire recidive e preservare la funzionalità renale.