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9 marzo 2026

L’incurvamento penieno congenito e acquisito (Induratio Penis Plastica o Malattia di La Peyronie)

Incurvamento congenito del pene

Si tratta di un incurvamento penieno che si manifesta durante lo sviluppo del maschio, tipicamente dopo i 14–16 anni. Non è associato ad episodi traumatici, solitamente è dovuto ad una asimmetria nella lunghezza dei corpi cavernosi. È più frequentemente diretto verso il basso o lateralmente e si associa ad una lunghezza del pene tipicamente elevata.

Può avere severità più o meno accentuata. La cura, se necessaria, è solo chirurgica tramite un intervento di raddrizzamento.

Incurvamento penieno acquisito (IPP)

La malattia di La Peyronie è una patologia acquisita del pene caratterizzata dalla formazione di placche fibrotiche nella tunica albuginea dei corpi cavernosi, con conseguente curvatura dolorosa in erezione, accorciamento, possibili deficit erettivo e difficoltà nei rapporti sessuali.

Colpisce prevalentemente uomini di mezza età (generalmente tra i 40 e i 60 anni), con stima di prevalenza attorno al 3–9% a livello globale e circa 7–10% in Italia tra i 50–70enni.

Cause e fattori di rischio

L’eziologia non è ancora completamente nota, ma:

  • Si ipotizza una risposta infiammatoria anomala a microtraumi ripetuti all’asta del pene durante l’erezione, con sovraespressione di citochine profibrotiche (es. TGF-β1) e deposizione di collagene.
  • Fattori di rischio riconosciuti: diabete, ipertensione, malattie vascolari, fumo, predisposizione genetica e patologie affini come la retrazione di Dupuytren.

Evoluzione della malattia: due fasi distinte

Fase attiva

Dolore al pene (spesso notturno o durante l’erezione), formazione della placca e comparsa della curvatura. Può durare da 6 a 18 mesi.

Fase cronica/stabilizzata

Il dolore tende a scomparire, la placca si stabilizza (e talvolta calcifica) in circa l’85–90% dei casi, mentre in pochi casi si osserva risoluzione spontanea (~10–15%).

Diagnosi

La valutazione clinica è cruciale: palpazione del pene per identificare la placca, misurazione della curvatura in erezione. L’ecografia dinamica in fase erettiva può confermare localizzazione, dimensioni e impatto sulla vascolarizzazione.

Impatto psicologico e relazionale

La condizione può influire gravemente sulla qualità della vita, autostima e relazioni intime. Frequenti sono sintomi di ansia, depressione, isolamento e difficoltà nella relazione di coppia. Spesso si raccomanda il supporto psicologico integrato al percorso medico.

Opzioni terapeutiche

Approcci conservativi

  • Antiossidanti e farmaci orali (vitamina E, para-aminobenzoato di potassio, L-carnitina, tamoxifene) con efficacia limitata e risultati variabili.
  • Iniezioni intraplacca: verapamil o corticosteroidi via ionoforesi, con evidenze miste.
  • Iniezione periplacca di acido ialuronico: può ridurre infiammazione, dolore e curvatura favorendo l’idratazione della placca fibrosa (non indicata in caso di placca calcifica).
  • Collagenasi intraplacca: riduce la curvatura fino al 30–35% in media, con modellamento manuale e trazione. Richiede più cicli (3–4), è costosa e può comportare rari rischi come ematomi o rottura corporea.

Terapie fisiche

  • Dispositivi di trazione peniena (PTD) e vacuum device: uso costante può ridurre la curvatura e migliorare la funzione erettile, soprattutto nelle fasi iniziali.
  • Onde d’urto a bassa intensità (LI-ESWT):

Cos’è l’LI-ESWT e perché viene utilizzata

  • Neoangiogenesi (formazione di nuovi vasi sanguigni)
  • Effetto anti-infiammatorio e analgesico
  • Riassorbimento delle placche fibrotiche e miglioramento della vascolarizzazione

Meccanismi d’azione specifici nella Peyronie

  • Riduzione del dolore durante l’erezione
  • Possibile riduzione del volume della placca fibrosa
  • Miglioramento della qualità dell’erezione
  • L’ESWT nelle fasi iniziali (entro 12–18 mesi) può bloccare la progressione della placca e, in alcuni casi, ridurre la curvatura

Cosa dicono gli studi clinici

Nei trial randomizzati, l’ESWT ha mostrato efficacia significativa nella risoluzione del dolore, ma non in modo consistente sulla riduzione della curvatura o della placca.

Opzioni emergenti

Alcuni studi sperimentali stanno valutando l’uso di cellule staminali, con potenziale promettente, ma non ancora standard clinico.

Approcci chirurgici

Indicati solo in fase cronica, se la curvatura > 35° (laterale/ventrale) o > 45° (dorsale), presenza di dolore persistente o impedimento alla penetrazione.

  • Plicatura peniena (rilassamento del lato concavo)
  • Grafting/innesti dopo incisione o rimozione della placca
  • Protesi peniena, se insufficienza erettile concomitante grave

L’intervento chirurgico è delicato e va indicato solo se vi è un chiaro beneficio clinico e psicologico.

Quando consultare lo specialista

È importante rivolgersi a un medico (andrologo/urologo) non appena compaiono:

  • Dolore in erezione
  • Presenza di nodulo o placca
  • Curvatura evidente o difficoltà sessuali

La diagnosi precoce consente trattamenti meno invasivi e più efficaci.

Conclusioni e aspettative realistiche

La malattia di La Peyronie è cronica e può essere difficile da risolvere completamente. Tuttavia, molte terapie — soprattutto se tempestive e combinate — possono offrire miglioramenti significativi, riduzione del dolore e del disagio estetico, e recupero della funzione sessuale. Fondamentale il supporto psicologico e di coppia per un percorso terapeutico integrato.