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  • / Varicocele: diagnosi, classificazioni, impatto clinico e trattamento

28 aprile 2026

Definizione ed epidemiologia

Il varicocele è una dilatazione anomala delle vene del plesso pampiniforme situato nel sacco scrotale, causata da incontinenza delle valvole venose. Ne deriva un reflusso di sangue che può provocare ipertermia testicolare, alterazioni metaboliche e compromissione spermatica.

Colpisce circa il 15–20% degli uomini, con un incremento progressivo dell’incidenza con l’età (fino al 50–75% oltre i 60 anni). È presente nel 30–40% dei soggetti con infertilità primaria e nel 50–80% in quelli con infertilità secondaria. Anche le donne possono sviluppare forme simili (varicocele pelvico) causate da dilatazioni delle vene ovariche.

Sintomi e quadro clinico

Spesso il varicocele è asintomatico. I sintomi, quando presenti, includono:

  • Dolore sordo o senso di pesantezza scrotale (soprattutto dopo esercizio o in stazione eretta)
  • Fastidio durante o dopo un rapporto sessuale

I segni clinici comprendono vene palpabili tipo “sacco di vermi” e, talvolta, testicolo ipotrofico sul lato colpito.

Diagnosi e classificazioni cliniche

Esame obiettivo

L’esame si esegue con il paziente in piedi e durante la manovra di Valsalva. Le classificazioni più usate:

  • Dubin & Amelar:
    • Grado I: palpabile solo durante Valsalva
    • Grado II: palpabile a riposo
    • Grado III: visibile e palpabile a riposo
  • WHO:
    • Subclinico: non palpabile, visibile solo con ecografia
    • Gradi I/II/III come sopra

Ecografia Doppler scrotale

Misura il diametro delle vene (significativo > 2–3 mm) e valuta il reflusso con Valsalva. Esistono diverse classificazioni ecografiche:

  • Sarteschi (1993):
    • I: reflusso solo inguinale con Valsalva
    • II: reflusso sopra-testicolare con Valsalva
    • III: reflusso peri-testicolare con vene dilatate in piedi
    • IV: reflusso spontaneo o aumentato con Valsalva, possibile atrofia
    • V: reflusso continuo senza Valsalva, con testicolo ridotto

La decisione di trattare si basa su sintomi, correlazione con alterazioni seminali e grado clinico.

Impatto su fertilità e funzione ormonale

Il varicocele può aumentare la temperatura scrotale, ridurre la qualità dello sperma (numero, motilità, morfologia) e, in alcuni casi, ridurre la produzione di testosterone. Studi suggeriscono un miglioramento della fertilità post-intervento almeno nel 50% dei casi, soprattutto se i valori spermatologici preoperatori erano modesti.

Trattamento: quando e come intervenire

Indicazioni al trattamento

Si interviene in caso di:

  • Alterazioni dello spermiogramma e infertilità
  • Dolore testicolare refrattario
  • Atrofia testicolare in adolescenza

Il trattamento non è generalmente raccomandato nei varicoceli subclinici senza sintomi.

Opzioni terapeutiche

  • Legatura microchirurgica sub-inguinale: opzione di prima scelta, tassi di recidiva < 5%.
  • Sclerotizzazione retrograda (embolizzazione): tecnica radiologica mini-invasiva, utile anche nei casi recidivi.
  • Tecniche microchirurgiche avanzate: inclusa la varicocelectomia con bypass microvascolare, con recidive < 3–4%.

Prognosi e follow-up

La chirurgia può migliorare i parametri seminali e la fertilità nei pazienti selezionati. Il monitoraggio dello spermiogramma dovrebbe avvenire 3–4 mesi dopo l’intervento. È fondamentale il follow-up clinico ed ecografico per valutare recidiva o reflusso persistente.

Conclusioni

Il varicocele è una patologia frequente e spesso silenziosa, ma con potenziale impatto sulla fertilità maschile. La diagnosi si basa su valutazione clinica ed ecografica multilivello. Il trattamento, preferibilmente microchirurgico, è indicato in presenza di infertilità documentata o dolore persistente. Un approccio personalizzato, guidato dall’urologo e supportato da follow-up mirato, consente di massimizzare i benefici e ridurre recidive.